Primo pianoL'antimafia di CuffaroPubblicato il 21/05/2007Dopo la sorprendente trovata di circa un anno fa dei manifesti con su scritto la “Mafia fa schifo” il presidente della Regione Sicilia Cuffaro ha scoperto oggi a Corleone, sorridente, una targa dedicata all’arresto di Provenzano, vicino al luogo dove fu preso l’anno scorso.
Nemmeno un mese fa il procuratore della repubblica di Palermo Messineo aveva chiesto al gip di riaprire l’inchiesta con la grave imputazione nei confronti di Cuffaro di concorso esterno in associazione mafiosa e qualche giorno fa l’ex.-vicepresidente della Regione Pellegrino è finito in manette con un’analoga accusa.
Vedendo le immagini della cerimonia ci viene una sola domanda: chi volete prendere per il culo?
Siamo stanchi di queste politiche antimafia di copertura che ci vengono imposte dall’alto, aggravate dal silenzio di chi dovrebbe invece opporsi ed affermare chiaramente la verità. Conviene essere garantisti al giorno d’oggi, non è vero? Conviene tapparsi la bocca per conservare qualche poltrona in più o per accaparrarsi qualche voto.
Si tratta alla fine di strategie precise che hanno il solo scopo di ridicolizzare chi ha vissuto ed ha anche, purtroppo, perso la vita impegnandosi fino all’ultimo respiro per difendere la giustizia civile ed assicurare a tutti la libertà da questa feccia che siamo soliti chiamare mafia, ma che è sempre più spesso indistinguibile da una certo modo di fare politica.
È un utile gioco per confondere le acque, per diluire anche l’attività antimafia condotta seriamente da alcune persone che continuano a crederci e a lottare con onestà e sincerità.
Siamo sempre più convinti che non sia sufficiente aspettare l’intervento delle istituzioni, ma è necessario provvedere con un rafforzamento dell’impegno contro la mafia dal basso, che veda uniti le associazioni, i movimenti e i singoli militanti o persone interessate ad attivarsi.Vai all'Archivio Primo piano
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