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Primo pianoMafia nigeriana: 6 arresti a BresciaPubblicato il 19/10/2007BRESCIA - La polizia di Brescia ha arrestato sei persone appartenenti a un’associazione criminale nigeriana, di stampo mafioso. Altre tre persone sono irreperibili e sono ricercate. Gli arresti sono stati eseguiti nelle province di Brescia, Torino e Caserta. Secondo le accuse i criminali controllavano prostituzione, droga, estorsione, clonazione delle carte di credito e favorivano l’immigrazione clandestina. Per entrare a far parte del clan era previsto un rito di affiliazione in cui gli adepti bevevano del sangue indossando un abbigliamento di colore azzurro. Gli inquirenti hanno spiegato che i malviventi formavano un gruppo di base etnica che coinvolgeva confraternite studentesche nigeriane contro le quali lo stesso governo del Paese africano avrebbe sollecitato interventi.
Uno degli arresti è stato effettuato la mattina del 18 ottobre a Gricignano d’Aversa, nel casertano, ai danni di Joel Uyi, ventiduenne residente a Montirone, cittadina in provincia di Brescia, ma di fatto domiciliato in Gricignano d’Aversa. L’uomo è stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Brescia, il dott. Ambrosoli, per associazione per delinquere di stampo mafioso. Infatti, l’organizzazione operante a Brescia e nei comuni limitrofi denominata “Eiye”, faceva parte di un sodalizio criminoso radicato in Nigeria e diffuso in diversi stati europei ed extraeuropei, finalizzato alla commissione di una serie di reati ed in particolare a mantenere il predominio criminale nell’ambito della comunità nigeriana, contendendolo al gruppo rivale “Blak Axe”, arrivando persino a costringere altri nigeriani ad affiliarsi al loro gruppo.
L’organizzazione esercitava una vera e propria forma di controllo territoriale attraverso riti di affiliazione, che prevedevano la contribuzione da parte degli affiliati di somme di denaro pari a 600 euro pro-capite all’atto dell’ ingresso, nonche’ l’utilizzo di simboli distintivi (sciarpe e berretti di colore azzurro) e di slang verbali e comportamenti gestuali, indicativi dell’ affiliazione al gruppo. Il preteso versamento da parte degli affiliati obbligatorio e periodico di somme di denaro, oltre che per le finalita’ del gruppo locale (acquisto armi, spesa per logistica ed abitazioni etc.) veniva richiesto per la finalita’ della ’Casa Madre Nigeriana’. Lo stesso governo Nigeriano ha segnalato la notevole pericolosita’ del fenomeno criminale che ha risvolti molto pericolosi anche in quella Nazione.
Nella foto il mafioso Joel Uyi arrestato a Gricignano d’Aversa
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