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Primo pianoArrestato Salvatore Lo Piccolo, latitante dal 1983Pubblicato il 22/12/2007Stamattina, 5 novembre 2007, è avvenuto l’arresto di Salvatore Lo Piccolo, sessantacinque anni, detto "il Barone", dopo la cattura di Bernardo Provenzano, nell’aprile 2006, aveva di fatto assunto il controllo dell’organizzazione criminale. Era ricercato dal 1983.
Assieme a lui sono finiti in manette anche il figlio, Alessandro, suo braccio destro, e altri due super-latitanti. Si tratta di Andrea Adamo e di Gaspare Pulizzi, esponenti di spicco delle famiglie mafiose di Brancaccio e di Carini. Il blitz della polizia ha impegnato una quarantina di agenti della sezione Catturandi della squadra mobile.
I poliziotti hanno fatto irruzione in una villetta a Giardinello, nel palermitano: i quattro latitanti, fra i 30 maggiori ricercati d’Italia, erano riuniti nel garage. Nelle perquisizioni, i poliziotti hanno trovato otto pistole, soldi, agende zeppe di appunti e alcuni "pizzini".
Salvatore Lo Piccolo è nato a Palermo, quartiere San Lorenzo, il 20 luglio 1942; negli ambienti mafiosi è soprannominato “Il Barone”. A suo carico aveva otto ordinanze di custodia cautelare. Tra le accuse, associazione mafiosa e omicidio. Durante la “carriera” malavitosa è stato agli ordini di Totò Rina, prima, e di Provenzano, poi. Negli anni è riuscito ad ottenere il controllo di parte della provincia di Palermo, detenuto anche nel periodo di latitanza, con i business dello spaccio di stupefacenti e del pizzo. Dopo la cattura di Provenzano il suo potere era accresciuto, tanto da diventare l’erede del superboss. La sua è stata un’ascesa rapida e silenziosa, consentita dallo stesso Provenzano, di cui era diventato il braccio armato. E’ riuscito a collocarsi sullo stesso gradino di Matteo Messina Denaro, latitante del trapanese. Proprio quest’ultimo, ora è da considerare come il successore di Lo Piccolo e, dunque, nuovo numero uno di Cosa Nostra. Anche attorno a lui, però, il cerchio si sta restringendo.
L’operazione è stata coordinata dai pm Nico Gozzo, Gaetano Paci e Francesco Del Bene. L’inchiesta è del procuratore aggiunto Alfredo Morvillo. Grande soddisfazione da parte del Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, del procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, e dal questore di Palermo Giuseppe Caruso. “Dopo questo arresto ora attendiamo la disarticolazione dell’apparato criminale sul territorio. – ha detto Messineo – I due latitanti erano punto di riferimento di capimafia”. “Dopo Provenzano ora toccava ai Lo Piccolo – ha detto Caruso – e la polizia è riuscita a centrare questo risultato portando in cella anche altri due latitanti”.
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