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Primo pianoCamorra, 53 arresti nel Casertano sequestrati beni per 80 milioni. Voti di scambio con i politici.Pubblicato il 26/05/2008CASERTA - Si è conclusa con l’arresto di 53 persone e il sequestro di beni mobili e immobili e quote di varie società per circa 80 milioni di euro, l’operazione dei carabinieri del comando provinciale di Caserta contro la fazione del clan dei Casalesi capeggiata da Antonio Iovine, detto ’o ninno’, tuttora uno dei più pericolosi latitanti della potente organizzazione camorristica casertana, e quella di Michele Zagaria, di Casapesenna, anche lui latitante. Un gruppo operante non solo nel Casertano ma anche nel basso Lazio e con interessi in altre regioni italiane e all’estero. In manette il fratello di Iovine, Giuseppe, vigile urbano a San Cipriano d’Aversa, e Pasquale Gianluca Pagano, fedelissimo del superlatitante.
In carcere anche tre donne. Enrichetta Avallone, di 38 anni, moglie del superlatitante Antonio Iovine, che è riuscita a sfuggire alla cattura; Rosa De Movellis, vedova di Carmine Iovine, fratello di Antonio, ucciso in un agguato anni fa e Elisa De Luca, 41 anni, con compiti marginali all’interno del clan. La Avallone, insieme alla De Novellis, è accusata di avere favorito la latitanza di Iovine e di avere anche riciclato proventi illeciti, anche con fittizie intestazioni di beni. In totale sono 65 le ordinanze di custodia cautelare emesse su richiesta della DDA di Napoli, tra le accuse contestate anche quella di voto di scambio. Otto ordinanze sono state notificate a persone già in carcere per altri reati.
’O ninno’, di San Cipriano D’Aversa, è latitante da oltre undici anni e nella rosa dei 30 più ricercati d’Italia. Gli arrestati sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, detenzione illegale di armi, riciclaggio e concorrenza illecita. Secondo le indagini coordinate dalla procura della Repubblica di Napoli, il clan Iovine avrebbe corrotto pubblici amministratori per acquisire appalti e servizi pubblici e procurato voti a candidati di comodo in occasione delle elezioni provinciali del 2004. I proventi illeciti delle sue attività venivano reinvestiti in attività imprenditoriali come la distribuzione e il noleggio di videogiochi e le scommesse. Il lavoro degli investigatori, durato almeno cinque anni, ha già portato alla cattura di due latitanti di spicco e tre affiliati e al recupero di un kalashnikov e fucili a pompa.
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